Poggiali story

La biografia di Manuel!

 

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Manuel nasce il 14 febbraio del 1983 a San Marino sotto il segno zodiacale dell'Acquario. Nonostante sia nato il giorno di San Valentino non è un rubacuori, ma un ragazzo molto riservato e di poche parole. Per sette anni è stato fidanzato con Michela una ragazza di Chiesanuova, comune della Repubblica di San Marino, ma da qualche tempo si dice single. Da circa tre anni vive a Rimini con i nonni materni, mentre prima viveva a Chiesanuova con la madre Antonella e la sorella Cristina. Il padre, Claudio, che lo fece appassionare alle moto fin dalla più tenerà età, è scomparso nel 1999 per malattia e da allora, ad un'età in cui non bisognerebbe pensare a questo, Manuel è diventato il capofamiglia.

Fatale fu una sera di fine estate del 1993 quando gli zii decisero di portare Manuel al Luna Park di Miramare di Rimini. Esauriti i gettoni, zii e nipote si trasferirono alla pista di minimoto dove il piccolo Manuel fu costretto a guardare i grandi divertirsi in sella a moto molto più adatte a lui che a loro, ma senza il permesso di mamma e papà nessuno si prese la responsabilità di fargli fare un giro. Aveva solo dieci anni e le minimoto lo avevano conquistato: voleva assolutamente che gliene comprassero una. E così fu... Da Chiesanuova partiva per i minicircuiti della Romagna: Miramare, Cattolica e San Marino. Giocava anche a calcio, ma stare in sella gli piaceva molto di più che dare calci ad un pallone. Si divertiva molto sulla sua "motina", era proprio un'emozione, non come quando papà lo portava all'asilo con la sua Suzuki e lui si addormentava sul serbatoio!

Nel 1994 corse la sua prima gara nel campionato di Minimoto in sella ad una Poloni: alla fine della stagione era quinto nel campionato italiano della sua categoria e gli offrirono la sua prima moto ufficiale. Aveva undici anni, l'accettò e nel '95 con la sua Pasini vinse la prima gara a Civitanova Marche. Secondo in campionato venne confermato a pieni voti. A quei tempi andava bene a scuola e avrebbe continuato a cavrsela bene fino a quando le moto non sarebbero più state un gioco, ma qualcosa di più. Era un piccolo pilota ufficiale ed essere "ufficiali" significava trovare la moto bella pronta sulle piste e doversi pagare solo vitto e alloggio.

Nel '96 incappò in una stagione non molto felice nella quale finì undicesimo forse a causa dei nuovi regolamenti o per via del suo peso nettamente superiore a quello degli avversari.

Il '97 fu l'ultimo anno di minimoto e Manuel lo vinse, alla soglia dei quattordici anni. Appena li compì, saltò in sella alla sua prima gran premio, una Honda 125 vecchia di tre anni, con cui corse a Misano in una gara trofeo classificandosi dodicesimo.

Nel 1998 cominciò la vera carriera professionistica, o quasi, di Manuel che con la squadra di Massimo Matteoni vinse Trofeo Honda e campionato italiano 125, nonché due prove di campionato europeo su quattro disputate. I primi tifosi a seguire con trepidazione il suoi primi GP furono i parenti e gli amici, ma fu così che il 1° luglio venne fondato il "Manuel Poggiali Fans Club" con sede al Bar Castello di Chiesanuova e con presidente lo zio Giuliano. Quell'anno Manuel debuttò anche nel mondiale, a Imola, ma andò tutto storto: cadde sia venerdì che sabato a causa della sua inesperienza sul bagnato e tornò a casa senza aver corso e con una clavicola rotta.

Per il suo primo campionato del mondo, nel '99, scelse l'Aprilia. Fu un anno molto difficile condizionato soprattutto dalla scomparsa del padre. Le differenze tra la Honda e l'Aprilia, poi, non lo aiutarno e non a caso finì diciassettesimo. In quella stagione saltò il GP della Repubblica Ceca perchè fu operato di appendicite e nell'ottobre dello stesso anno i medici gli frantumarono un calcolo ad un rene.

Nel 2000 il passaggio alla Derbi con il primo podio (terzo ad Assen), ma ancora sedicesimo in campionato. Quel podio fu solo un assaggio di quello che vinse l'anno successivo con la Gilera: undici volte sul podio, tre sul gradino più alto e, soprattutto, il titolo mondiale.

Il 2002, ancora in 125, doveva essere un anno di "conferma", ma si rivelò un anno sfortunato: due zeri e la moto nettamente inferiore all'Aprilia di Vincent, suo unico avversario, fecero svanire il secondo titolo mondiale proprio all'ultima gara.

Era tempo di cambiare: dopo una meditata decisione finalmente il passaggio alla 250 con quell'Aprilia che fu di Biaggi, Capirossi, Rossi e Melandri. La stagione 2003 cominciò nel migliore dei modi con due vittorie, la prima delle quali fu sorprendente (da ventitreesimo in grigia di partenza). La leadership della classifica mantenuta per tutta la stagione gli permise di aggiudicarsi il secondo titolo mondiale in carriera all'anno del debutto nella nuova classe, nonostante le insidie dei più esperti Rolfo, De Puniet ed Elias.

L'esperienza nella 1/4 di litro, però, era ancora poca, così decise di restarci anche la stagione 2004 da campione del mondo, mantenendo però il suo numero fortunato, il 54, memore della sfortunata stagione 2002 nella quale aveva il numero 1 sulla carena. Quell'anno, però non andò meglio. Saranno stati i problemi personali o le incomprensioni con il team, ma fu una stagione disastrosa: sei cadute in gara, due gp non disputati e piazzamenti tra la settima e la diciassettesima posizione. Qualche segno di ripresa ci fu con i due terzi posti, al Mugello e a Phillip Island, e la vittoria a Rio che però si rivelò solo una meteora in un anno terribile.

Da qui l'obbligato divorzio dall'Aprilia e il ritorno in 125, a quella Gilera che nel 2001 lo aveva portato alla ribalta, con tanta voglia di riscatto nei confronti di chi ha dubitato del suo talento. L'esperienza non manca ma la moto, in lenta e difficile crescita, lo costringe all'anonimato: è assente dalla lotta per la pole e sempre all'inseguimento del gruppone di testa nel quale era abituato a navigare. La stagione 2005 si conclude con il decimo posto in classifica conquistato a fatica lottando con piloti semi sconosciuti per posizioni tra la settima e la decima.

Dopo due stagioni difficili Manuel ha deciso di cambiare aria affrontando una nuva sfida: la KTM 250cc, una moto tutta nuova da sviluppare assieme ad una squadra conosciuta. Fanno infatti parte del team KTM Harald Bartol e Mario Galeotti, tecnici che nel 2001 contribuirono al suo successo mondiale in 125 con la Gilera...

a cura di SILVIA LAVEZZO


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